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Alimentazione e Covid-19

Scritta Avvisi su sfondo giallo

Nessun alimento o integratore specifico può impedire a una persona di contrarre Covid-19, spiega l’associazione che rappresenta i nutrizionisti britannici (la British Dietetic Association), che incoraggia comunque ad adottare una dieta sana ed equilibrata per rafforzare il sistema immunitario, in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Non esiste un’alimentazione che protegga da Covid-19, ma sappiamo che mangiare in modo corretto, idratarsi e svolgere una regolare attività fisica, è fondamentale per il benessere fisico e mentale. Le persone che seguono una dieta ben bilanciata tendono a essere più sane, ad avere un sistema immunitario più forte e un minor rischio di malattie croniche e infettive. Il sistema immunitario è il principale sistema di difesa del corpo umano contrastando la capacità del virus di provocare danni e di indurre la malattia.

Piramide alimentare

La piramide alimentare è un modello che descrive un regime alimentare, inteso come insieme di regole volte a gestire l'alimentazione e non come schemi alimentari esclusivamente dimagranti.

Nel modello nutrizionale a piramide gli alimenti vengono impilati e poiché la base è più grande della punta, quelli che occupano la parte inferiore sono quelli privilegiati dalla dieta cioè che si possono assumere in quantità maggiore.
Mano a mano che si sale la piramide, la qualità alimentare diminuisce.
Si riduce anche la loro importanza nella dieta di tutti i giorni.
In parole povere, gli alimenti in cima sono quelli da consumare con più parsimonia, perchè giudicati meno consoni al mantenimento di un buono stato di salute.

Microbiota e Sistema Immunitario

È vero che possiamo difenderci dal coronavirus con la dieta?

Non è dimostrato ma è plausibile che almeno indirettamente, lo sia.
Per migliorare il microbiota intestinale:

  • eliminare gli abusi di cibi come carboidrati e zuccheri semplici in grado di creare la cosiddetta disbiosi intestinale
  • correlazione tra efficacia immunitaria e stato di salute del microbiota intestinale
  • assemblaggio di miliardi di batteri, virus e miceti che colonizzano la mucosa intestinale di ogni individuo. Condizionano, positivamente o negativamente, non solo la funzione digestiva ma anche quella metabolica e intellettiva

Come prevenire la disbiosi intestinale?

  • Mangiare con poco sale
  • Fonti proteiche selezionate (pesce e legumi)
  • Buon apporto di acidi grassi insaturi e polinsaturi (es. frutta secca, olio d'oliva)
  • Abbondante uso di vegetali ricchi di oligoelementi e fibre

Relazione tra tessuto polmonare e microbiota

In uno studio condotto sulla popolazione contagiata di Wuhan, è stata evidenziata una relazione tra intestino e tessuto polmonare.
Al contrario di SARS e MERS, alcuni contagiati inizialmente hanno avuto sintomi gastrointestinali.
Lo studio ipotizza che per curare più efficacemente la polmonite da Covid-19 sia fondamentale l'eubiosi intestinale.
130mila studi correlano la salute dell'intestino con la prevenzione dell'obesità, del diabete, dell'asma, della depressione e di tante altre patologie.
Nei pazienti con disbiosi aumenta la severità dell'infezione da Coronavirus e quindi la gravità della polmonite.
Quando il microbiota è in salute, produce degli interferoni, proteine antivirali.

Come avere una microflora intestinale buona?

La salute della nostra microflora intestinale è determinata da ciò che mangiamo.
Zuccheri e grassi danneggiano la microflora protettiva.
Il nutrimento per la microflora sono fibre solubili di frutta, verdura e cereali, alimenti ricchi di polifenoli, Omega3 e altri antiossidanti.

Coronavirus e Occhi

Il Coronavirus è stato isolato anche nelle secrezioni oculari, sarà importante proteggere gli occhi non solo indossando gli occhiali avvolgenti con lenti protettive (oltre a mascherine e guanti) ma anche attraverso un'alimentazione corretta.
Frutta come kiwi, agrumi, mirtilli neri, ma anche pesce azzurro, merluzzo, salmone e gran parte dei vegetali, sono sostanze altamente immunologiche.
È bene assumere Omega 3 e 6 che sono dei modulatori dei processi infiammatori e agiscono come prebiotici a livello del microbiota intestinale.
Partecipano alla formazione della porzione lipidica del film lacrimale permettendone una migliore funzione di barriera protettiva contro gli agenti esterni.

Vitamina D e SARS Covid-2

Uno studio pubblicato su Jama ha preso una corte in esame di 489 soggetti (366 donne e 123 uomini). Età media 49 anni, di cui si disponevano i valori di 25-idrossicolecalciferolo e 1.25- idrossicolecalciferolo.
Si sono registrati 71 casi di Covid-19 ed il rischio relativo di malattia è risultato 1,77 volte più alto tra quanti presentavano livelli insufficienti di vitamina D rispetto a coloro che presentavano valori normali.
Primo studio che mostra correlazione tra Vitamina D e positività al test per Covid-19.
Risultato in linea con metanalisi che hanno rilevato carenza di Vitamina D e infezioni virali respiratorie come i Coronavirus.
Benefici di una supplementazione giovano in caso di carenza ma anche in situazioni normali, secondo standard tarati sui benefici sulla salute ossea, mentre poco si sa per ciò che concerne il sistema immunitario.
La Vitamina D rafforza l'immunità innata e quindi potrebbe essere importante controllare l'infezione e la sua trasmissione.
Agisce sul metabolismo dello zinco coinvolto nella replicazione dei Coronavirus.
Agisce su cellule dendritiche e Linfociti T in grado di promuovere la clonazione virale e di ridurre il processo infiammatorio.
Con alti livelli di Vitamina D si ha una minor produzione di Interleuchina-6, tra i principali responsabili della tempesta citochinica.
Sono auspicabili trial clinici randomizzati che valutino l'efficacia di dosi variabili di Vitamina D in soggetti carenti e non, nel ridurre il rischio di Covid-19.
I bassi costi della Vitamina D e la sua sicurezza generale rappresenterebbero un valore aggiunto per interventi di salute pubblica, nei soggetti ad alto rischio.

BMI e Covid

Diversi studi stanno dimostrando che un indice di massa corporea (BMI) elevato, rappresenta, per i soggetti con Covid-19, un importante fattore di rischio per una peggiore prognosi.
Questo sembra essere vero soprattutto nei giovani, mentre l'andamento clinico degli anziani, sembra meno influenzato dall'eccesso di peso.
BMI perde accuratezza nella diagnosi di eccesso di grasso negli anziani quindi non può essere considerato attendibile inoltre rimane difficile ottenere un'analisi corporea, durante una pandemia.
Uno studio dell'Università La Sapienza di Roma ha considerato la deposizione di grasso viscerale (intra-addominale) quantificata attraverso TC toracica, rilevante per i pazienti affetti da Covid-19.
I risultati dimostrano che ai pazienti - di tutte le età - con un maggior quantitativo di grasso viscerale, è associata una probabilità di 2,5 volte maggiore di essere intubati.
Il grasso viscerale sembrerebbe addirittura più importante dello stato polmonare nello spiegare la necessità di una ventilazione meccanica.

Quercitina e Covid

Quercitina, flavonoidi, capperi, radicchio e cipolle rosse, sono una possibile arma naturale contro il SARS-Cov-2.
Fa discutere uno studio su una molecola naturale la quercitina, capace di inibire le replicazioni del virus. La scoperta à da accogliere con estrema prudenza poiché gli studi, condotti in vitro, sono preliminari e non sufficienti a raccomandare l'integrazione di questa sostanza.

Corpi Chetonici contro il Virus

Un'ipotesi suggerita da un gruppo di ricerca della California, guidato da John Newman, (tra i maggiori esperti in campo geriatrico), evidenzia il Covid-19 come comorbidità legata all'invecchiamento.
Da qui l'attenzione rivolta ai corpi chetonici, ampiamente studiati proprio per il loro ruolo nei processi di invecchiamento e nelle malattie correlate.
Sono composti prodotti naturalmente durante il metabolismo dei grassi, forniscono energia alle cellule e possono riprogrammare anche alcune funzioni.
Una dieta chetogenica, ad alto contenuto di grassi e basso contenuto di carboidrati, accelera la produzione del principale chetone, l'acido idrossibutirrico.
Alcuni studi clinici hanno dimostrato, nell'uomo, come il Bhb sia in grado di migliorare la funzione cardiaca in caso di scompenso piuttosto che quella cognitiva.
L'aumento di chetoni nel sangue, sembra proteggere dai danni tissutali correlati con l'ipossia, molto frequente in corso di infezioni respiratorie

Lattoferrina

Il sistema di difesa dei bambini risponde alle infezioni con l'immunità naturale aspecifica e con la produzione di anticorpi.
Una proteina dell'immunità naturale è la lattoferrina, presente già nel latte materno.
Protegge dalle infezioni come una rete, impedendo ai patogeni il passaggio nelle cellule delle mucosa respiratoria ed intestinale.

Una probabile risposta al Covid

Studio di un team di clinici di Tor Vergata e della Sapienza: tra le considerazioni e gli approfondimenti scientifici emersi durante la pandemia, quella che i bambini pur essendo contagiati dal virus hanno avuto sintomi più lievi degli adulti.

A cura della Struttura Nutrizione Clinica ASL di Frosinone

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